martedì 21 aprile 2015

Carciofi all'inferno

Carciofi all'inferno

Ho sempre avuto un debole per le ricette dai nomi fantasiosi: nomi che lasciano intendere di cosa si tratta, ma anche nomi che portano su un'altra strada, quasi prendendosi gioco della persona che si appresta a cucinare o del commensale. Non parlo dei nomi dei piatti che si trovano sulle carte di alcuni ristoranti, ma proprio dei titoli che alcune ricette si portano dietro fin dalla nascita.
Certe volte i titoli richiamano le origini del piatto e magari portano il nome di chi l'ha inventato oppure della persona a cui è stato dedicato, come nel caso della pavlova australiana. Altre volte il nome è talmente fantasioso che prima ancora di leggere gli ingredienti e il procedimento per capire di cosa si tratta provo moltissima simpatia per quella ricetta.


Aglio e olio

Molti piatti della tradizione italiana portano nomi fantasiosi e quando sfoglio i libri di cucina regionale che abbiamo in casa, spesso senza figure, non riesco a resistere alla tentazione di scoprire quale piatto si cela dietro al titolo. I nomi che mi incuriosiscono di più sono quelli in dialetto, spesso presagio di un piatto sincero e familiare, e quelli dal nome buffo. Un ottimo esempio è la pasta con le sarde a mare: un piatto frutto dell'arte di arrangiarsi e che racchiude tutta la saggezza delle donne di casa alle prese con la scarsità di ingredienti.

Carciofi all'inferno

Sfogliando un libro di cucina ligure ho trovato la ricetta dei carciofi all'inferno: un nome alquanto curioso, più simile a un'imprecazione che ad un piatto, che non poteva certo passare inosservato davanti al mio sguardo curioso. Sono dei carciofi insaporiti con aglio e olio buono e cotti al forno, ideali come contorno o addirittura da soli con una fetta di pane per un pranzo veloce.

Carciofi all'inferno

La ricetta che ho seguito è forse quella più semplice e che richiede giusto tre ingredienti (quattro se si considera il sale); volendo si può aggiungere del prezzemolo, ma non avendo particolare simpatia per questa erba aromatica ho preferito insaporirli solo con l'aglio. Pur amando i carciofi crudi (come effettivamente li sto mangiando in questo periodo) questa ricetta mi è piaciuta moltissimo e come spesso accade, la cottura in forno ha aggiunto quel certo nonsoche che fa la differenza e sono sicura che li rifarò spesso.
Carciofo

Ingredienti (per 4 persone):
  • 4 carciofi grandi
  • 2 spicchi d'aglio
  • olio evo
  • sale
Procedimento:
Accendere il forno a 180° e tritare l'aglio finemente. Pulire i carciofi privandoli delle foglie esterne più dure e delle spine e tagliare il fondo in modo che stiano in piedi, sciacquarli sotto l'acqua corrente, allargare le foglie a fiore e disporli su una teglia. Cospargere i carciofi con l'aglio tritato e un pizzico di sale, versare in ciascuno un filo d'olio, mettere un po' d'acqua (3-4 mm) nella teglia e infornare. Cuocere i carciofi per circa 40 minuti e servirli subito.

Roasted artichokes
Ingredients (serves 4):
  • 4 large artichokes
  • 2 cloves of garlic, peeled and chopped
  • extra virgin olive oil 
  • salt 
Method:
Preheat the oven to 180°C.  Rinse and trim the artichokes, cutting the stem off straight so that they can stand up on it's own without tipping over. Separate the artichoke leaves with the hands and place them in a baking dish. Drizzle each artichoke with olive oil, salt and garlic; pour 1/2 cup water in the baking dish and bake for 40 minutes. Remove from oven and serve.

Ti è piaciuta questa ricetta?
Fammelo sapere nei commenti! E se decidi di prepararla, per farmi vedere come è venuta usa l’hashtag #zuccheroezenzero!

8 commenti:

  1. ma quanto sono belli???? io ho un debole per i carciofi, e questi pur nella loro semplicità sembrano deliziosi. Evviva i carciofi e i nomi simpatici :)

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    1. Anche io li adoro e quest'anno li ho mangiati praticamente tutti i giorni! Alla fine se sono buoni non richiedono molti "abbellimenti" ;-)

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  2. Concordo con te: i nomi dei piatti "da ristorante" non mi vanno affatto giù, troppo pomposi e carichi di aspettative ma, al contrario, quelli "naturali" di certi piatti mi fanno sempre scattare un sorriso :-) sempre parlando di carciofi, ci sono ad esempio quelli "alla villanella"!
    Io no sono ancora pronta ad abbandonare i carciofi, e prima di salutarli definitivamente li proverò senza dubbio così: sono semplici ma quel loro aspetto così croccante mi ha conquistata subito! Marta

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    1. Uh, ma che buoni devono essere i carciofi alla villanella! Ho curiosato su internet e penso di dover provare anche questi ;-) I carciofi durano così poco durante l'anno che è un peccato abbandonarli. Nemmeno le spine (con le quali mi pungo ogni tanto) mi fanno indietreggiare davanti a un bel bouquet di carciofi ;-)
      Un bacio grande cara Marta e buona notte!

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  3. ...devono essere davvero buoni questi carciofi!!
    Non ne consumiamo molto a casa perchè ormai è così difficile trovarne di buoni...
    ma per questa ricetta vale la pena cercarne di buoni e gustarli così!!
    Un abbraccio

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    1. Hai ragione, trovarli buoni non è facile soprattutto se si vogliono mangiare crudi. È così che li mangio di solito, ma questa ricetta mi ha conquistata ;-)

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  4. Lo sai che d'aspetto ricordano i carciofi romani alla giudia? Così croccanti ma fritti, anneggati nell'olio, una bomba pazzesca! :D I tuoi invece sono al forno e mi ricordano comunque dei fiori sbocciati buonissimi! Il nome è curioso... ma scommetto che si va in paradiso quando si assaggiano! :D

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    1. Che buoni i carciofi alla giudia! Un po' di anni fa quando siamo stati a Roma li compravamo praticamente tutti i giorni, perchè insieme alla pizza bianca avevano creato dipendenza ;-) E confermo, mangiando questi carciofi si va in paradiso!

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