lunedì 6 ottobre 2014

Spaghetti alla levantina

Spaghetti alla levantina

Ogni tanto qui sul blog cito alcuni piatti che in casa mia si preparano da sempre e con i quali sono diventata grande, ma non credo di averne mai postato uno.
Parlo di quei profumi che mi ricordano casa e che riconoscerei ad occhi chiusi e di quei sapori che per primi da piccola hanno abituato il mio palato al cibo da grandi. Poi ci sono tutti i ricordi legati alla preparazione del piatto, i segreti svelati sottovoce tra una mescolata e l'altra e i vecchi quadernini di ricette familiari scritti a mano. La cucina non è solo nutrimento o un mezzo per soddisfare un bisogno primario, ma è cultura e soprattutto memoria.
Gli spaghetti alla levantina fanno parte di quei piatti che appartengono al mio patrimonio culinario: quando ero piccola aiutavo mia mamma nella preparazione a partire dalla pulizia di cozze e vongole e più avanti nell'armeggiare i coltelli e la mezzaluna. Questa operazione mi divertiva molto, perchè da bambina curiosa adoravo esplorare e mettere le mani su quella montagna di conchiglie. A stento arrivavo al tavolo, ma volevo assolutamente cucinare con mia mamma e partecipare a tutte le operazioni. Ancora oggi la aiuto quando prepara questo piatto, come da tradizione, e le nostre postazioni in cucina non variano da anni: questi momenti sono preziosi per me perchè ogni volta emergono vecchi ricordi che ci fanno ridere. Le risate e la dolcezza del ricordo sono gli ingredienti fondamentali di questo piatto e mamma ed io non manchiamo mai di aggiungerne una bella dose.
La ricetta è in casa da diversi anni e mia mamma l'ha imparata a sua volta da una sua amica: una delle cose che amo è il fatto che le ricette viaggino di casa in casa e che in ogni dimora cambino leggermente secondo i gusti della padrona di casa. Io vi lascio la ricetta così come l'ho imparata e come da sempre si fa in casa mia e vi auguro una buona giornata!


Ingredienti (per 5-6 persone):
  • 2 kg di cozze
  • 1 kg di arselle
  • due spicchi d'aglio
  • un mazzetto di prezzemolo
  • un bicchiere di vino bianco
  • 250 ml di polpa di pomodoro
  • olio evo
  • sale e pepe
  • 500 g di spaghetti trafilati al bronzo
Procedimento:
Far spurgare le arselle in acqua salata e in frigorifero per qualche ora.
Lavare e pulire bene le cozze, metterle sul fuoco in una pentola larga con un dito d'acqua col coperchio e aspettare che si aprano, quindi lasciarle da parte. Tirare su le arselle dall'acqua salata, lavarle e farle aprire come fatto per le cozze. Eliminare le conchiglie di cozze e arselle tenendone alcune col guscio da parte per la finitura del piatto; tritare 3/4 dei frutti di mare grossolanamente e tenere interi gli altri. Lavare e scolare le foglie del prezzemolo e tritarle insieme all'aglio. Lasciar rosolare il trito in una casseruola in 3 cucchiai d'olio, aggiungere le cozze e le arselle non tritate e dopo un paio di minuti unire quelle tritate. Sfumare con il vino bianco e aspettare che l'alcol evapori, quindi aggiungere la polpa di pomodoro. Regolare di sale e pepe, coprire e lasciar cuocere a fiamma bassa per una ventina di minuti.
Lessare gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolarli al dente e condirli con il sugo. Completare ogni piatto con le cozze e le arselle intere tenute da parte.

Ti è piaciuta questa ricetta?
Fammelo sapere nei commenti! E se decidi di prepararla, per farmi vedere come è venuta usa l’hashtag #zuccheroezenzero!

12 commenti:

  1. cara..mi sa che oggi siamo sullo stesso mood :)))))) Cmq, a parte le ricette ( favolose) quando io passo di qua provo un'invidia fortissimissimissimissima per le tue foto <3

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    1. Franci <3 Ora vengo a vedere il tuo post di oggi :-*

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  2. Quelle che chiamo "le ricette di cuore"... perchè una parte di noi è lì e non andrà mai via, perchè prepararle ci darà sempre una dolce sensazione di sicurezza, perchè alcuni sapori non stancano mai, perchè è bello essere legati, nel tempo, anche "da grandi", a quello che ha segnato la nostra crescita, il percorso fino a qui...
    Quasi ora di pranzo, butta la pasta! :D

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    1. Mi piace la tua definizione: queste ricette sono sempre pronte a coccolarci quando abbiamo bisogno di casa o di farci abbracciare dai ricordi. Aspettano il momento giusto in un angolino del nostro cuore e quando le andiamo a cercare ci inebriano di ricordi :-)

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  3. La cucina è cultura, ma soprattutto memoria.
    Sottoscrivo ogni lettera, ogni parola, sento lo stesso calore ogni volta che sfoglio qualche vecchio quaderno, mi pare di sentire gli aromi della cucina e i consigli passati sottobanco, bisbigli e le risatine delle nostre nonne ancora ragazze.
    Adoro questo tipo di ricette, hanno una magia unica.
    Buona settimana ancora,
    Manuela

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    1. Queste ricette hanno un valore altissimo ed è importante che vengano tramandate tra una generazione e l'altra insieme al corredo emozionale :-) Proprio oggi parlavi di semplicità, ritengo che questi temi siano molto legati tra loro...
      Grazie Manuela per questo tuo bellissimo commento e buona serata!

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  4. Quando ero piccola (ma, d'altronde, lo faccio anche adesso) tendevo quasi ad imporre la mia presenza in cucina, il mio aiuto: se mia mamma riusciva a preparare qualcosa di tanto buono, che mi appagava in tutti i sensi, allora volevo farne parte anche io. E questo mi ricorda i miei biscotti preferiti, che volevo impastare con le mani fino a sporcarmi tutta. Ma, pena la compromissione della ricetta, questa parte che ai miei occhi sembrava tanto esaltante toccava alla mamma. A me, il compito di tagliare i biscotti con l'apposito stampino, sai che noia...ma almeno, quando lei li sistemava sulla teglia, potevo approfittare del momento per staccare un pezzo di frolla al cioccolato e mangiarlo così, crudo come piaceva a me... :-)
    L'ora di pranzo è finita da un po', ma come dir di no ad un piatto di spaghetti? (e, te lo ripeterò all'infinito, ma quanto mi piacciono le tue foto???) :-)
    Marta

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    1. Marta, il desiderio di essere parte attiva del piatto finale, nonostante i limiti dovuti alla tenera età, è una cosa che ci accomuna :-) Qualche pasticcio l'ho fatto e in casa se lo ricordano tutti, ma il divertimento per me era assicurato! Alla fine tutto questo curiosare in cucina ha portato ad una vera e propria passione :-)
      Ti ringrazio per aver condiviso questo tuo dolcissimo ricordo: i tuoi commenti fanno sempre trasparire la tua dolcezza e la tua sensibilità :-)
      Un abbraccio e a presto!

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  5. Concordo con te sul fatto che la cucina non sia solo nutrimento, e mi piace un sacco questa tua ricetta

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    1. Mila, grazie! La cucina ci accompagna in tutti i nostri ricordi e per questo non è solo una via di sostentamento :-)

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