venerdì 25 maggio 2018

Focaccia con cipollotti e timo

Spring onion and thyme focaccia


Potrebbe sembrare che, date le mie origini, prepari la focaccia ogni due per tre. In realtà non è così e il motivo è anche semplice: a casa non viene mai come quella comprata, un po' come la pizza rotonda che difficilmente viene come nella pizzeria del cuore, quella che lavora bene e che ha il forno a legna. Per chi può fare un salto nella focacceria sotto casa, la strategia migliore è quella di lasciar perdere gli esperimenti (per me, nella maggior parte dei casi, frustranti) e affidarsi a chi prepara la focaccia di mestiere. E una volta trovato il fornitore di fiducia guai a mollarlo! :-)

mercoledì 16 maggio 2018

Sfogliata con asparagi, stracchino e pesto

Asparagus and basil pesto tart

Mentre la settimana scorsa pubblicavo l'ultima ricetta con i carciofi (l'ultima ma anche la prima della stagione, almeno per il blog), dal mio forno usciva questa torta salata. Era da un po' che meditavo di prepararne una, affascinata - non lo nego - prima dall'effetto visivo e poi dal gusto e dalla croccantezza. Non avevo idea di cosa avrei usato come base (pasta brisée? pasta sfoglia? ...oppure fillo?) ne' come ingrediente coprotagonista, ma sapevo di volere una torta rettangolare e con gli asparagi sopra. Ogni tanto noi blogger ci fissiamo con un'idea e non c'è verso di tranquillizzarci finchè non la rendiamo concreta, questa immagine che abbiamo in testa ;-)

mercoledì 9 maggio 2018

Hummus di fagioli bianchi e carciofi

Artichoke and white beans dip

Dopo anni trascorsi a mangiare i carciofi a crudo, da un giorno all'altro ho scoperto che questi fiori, a mio avviso, sono molto più buoni da cotti. Quando li mangio crudi li sfoglio lentamente, come se fossero delle grosse margherite, e intingo la parte più tenera della foglia nell'olio (ma anche no). Del carciofo mangio praticamente tutto - eccetto forse le spine - e le mie parti preferite sono il gambo e il fondo, che amo riempire con poco olio buono come se fosse un bicchierino. Questo rituale si conclude ogni volta con la lingua nera e la bocca "legata", e se da piccola cercavo di lavar via il tutto con del succo di limone, oggi preferisco approfittare di questo momento per fare linguacce e ridere per il mio aspetto extraterrestre.
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